ALANGRIME

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"Il nome diventa una guida, per qualunque cosa... la matrice di tutto è il mio nome, ALANGRIME."

bio

Mi chiamo Luca Scopetti, in arte ALANGRIME, sono nato a Pisa nel 1984, attualmente vivo e lavoro in provincia di Pisa.

Sono convinto che l'arte risieda nella nostra quotidianità e lì vada cercata. Le correnti artistiche, le tecniche e soprattutto gli approcci alla pittura di molti artisti che mi hanno formato e che tutt’oggi sono le basi di partenza delle mia pittura sono il Surrealismo, l’ Astrattismo, l'Action Painting, l'Informale, la Pop Art, il Graffitismo.

I miei lavori si sintetizzano in forme, colori, visioni, parole e soprattutto ricordi che derivano da un percorso che ho iniziato più di 10 anni fa, codificando un linguaggio personale allo scopo di raccontare me stesso.

Per parlare di condizione umana nei miei primi lavori utilizzavo un logo ben definito che formava una faccia stilizzata (due occhi un naso e una bocca) la quale si ripeteva nello spazio e nel tempo cambiando espressioni e sentimenti, in un sorta di texture emotiva.

Con gli anni il logo si è fatto firma e ho maggiormente focalizzato la mia attenzione su ciò che girava intorno ad esso.

ALANGRIME diventa il suo nome, il suo LOGO. La condizione umana ora viene sintetizzata nel LOGO

portfolio

Crudelia Demon
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Poster logo
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Orange juice
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Pluto
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Elisir di Pentobarbital
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Desolati come cani
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Coco chanel
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Fragole e Lumache
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Il Tuffo
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Alangrime 09
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Alangrime 04
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Antistile n°46
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Noise/Nasa
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Born/Porn
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Il lavoro parte dai simboli grafici che l'artista sta elaborando negli ultimi tempi.

Si parte dalla storia personale di ALANGRIME che da sempre utilizza simboli, disegni, grafiche, facce stilizzate, i segni cosiddetti “brut”, gesti peculiari, innesti forme-colore misti a simbologie ed eccentrici cromatismi, guardando sempre i riferimenti del mondo del graffito.

Le metafore, ad un primo impatto, passano velocemente dalla Pop Art all'Informale, dalla musica all'Arte Astratta, dalla cucina all'erotismo, dall'essere “fanciullo” alla contemporaneità, tutto ciò che rimane impresso nella mente dell'artista e che poi elabora e riporta puntuale sulle opere.

Che siano animali, fiori, colori, cibi o seni, Alangrime usa lo scatto gestuale, il segno e soprattutto il colore e lo rielabora anche consumando il gesto stesso, questo lo fa attraverso l'uso di tecniche complesse e differenti.

Acrilico, olio, cere, colle, spray, decollage, uso di inchiostri, carte, pennarelli, matite, vengono miscelati e reimpastati per dar vita ad un nuovo lavoro e al tempo stesso per “ cancellare” l'opera iniziale.

Fare e sfare ogni volta, scrivere e lasciare il suo segno proprio lì dove poi passerà di nuovo la mano per contornare e riempire i vuoti, il tocco del colore è pronto a coprire tutto fino a cogliere

l’ essenza finale di una nuova opera.

Un dipinto non è fatto solo di pittura ma di sensazioni, pensieri, ricordi, vibrazioni che non per forza sono visibili all’occhio, il dipinto non sempre è sulla superficie, ma a volte va immaginato.

Il piano si muove nella mente dell’artista e ne viene fuori un’opera che è un’illusione, quasi una magia. Tutto per il gioco di comporre e scomporre sulla tela.

Concentrandosi sulle passioni, l' uso personale dell' arte diventa terapia, snocciolando la vita reale e le sue difficoltà, si descrive, si disegna, si colora ,si ama e si odia, si cancella, e si autodetermina quindi col quadro stesso e col suo LOGO.

I gesti cambiano, diventano geometrie, le parole sono prepotenti e sono per Alangrime appunti giornalieri, immagini visive come un ricordo, una agenda di quotidianità;

la tela diventa dinamica sotto l’uso di equilibri informali, gli spazi vengono riempiti e i colori vengono aggiunti fino a raggiungere una armonia in cui la tela si spande, si solidifica e l’immagine emerge lentamente fino ad evidenziarne il significato, c è qualcosa ancora vivo al di sotto.

 

ALANGRIME diventa il suo nome, il suo LOGO.

 

La condizione umana ora viene sintetizzata nel LOGO .

 

“Il grafismo diventa logo, il nome diventa una guida, per qualunque cosa... la matrice di tutto è il mio nome, ALANGRIME.

 

Ogni lettera diventa qualcos' altro, casa, frutta, mano, oggetto, pensiero.. la parola è ermetismo, significato SI ma anche “nonsense” che lascia allo spettatore la propria interpretazione.

Un quadro poi diventa come una ricetta, ingrediente dopo ingrediente per comporre una nuova sinfonia di cibi....sinfonia di colore”…

PERCHE’ COPRIRE L’OPERA?

 

Luca nelle sue ultime opere è giunto finalmente all’estrapolazione e forse all’accettazione di ciò che lo rende un artista.

La sua tela oggi viene lavorata con minuziosità e viene coperta con dovuto rispetto in base ai pensieri del momento e ai cromatismi liberati in quell’attimo.

Perchè ALANGRIME copre le sue opere?

Perchè il gesto del “fare” per poi coprire tutto?

Innanzitutto è una sorta di lavoro psicanalitico su se stesso, il coprire ciò che lui ha in un certo senso messo a nudo è il suo punto debole che può essere visibile a ognuno di noi...

Da qui il suo coprire, colorare, è una forma di difesa verso se stesso e verso la sua vita, l’opera te la descrive, e ciò che c’ è sotto il vero racconto, ma lo scopri solamente guardando la parte finale.

Alangrime si guarda dentro, cerca e indaga, capisce, e vede nella sua sofferenza e nelle sue debolezze un modo di andare avanti, un modo di oltrepassare il limite con la sua pittura.

Il rivestire, riempire il quadro, sgocciolare, coprire, è un mettere un coperchio su un dolore o una mancanza ma allo stesso tempo un interiorizzare e un bypassare la paura e correre avanti senza fermarsi.

I colori, le materie, i soggetti stilizzati che si fondono, le varie cromie che cambiano fanno si che tutti i sentori dei ricordi del passato, il non voler più vedere o sentire, gli danno quella spinta in più che diventa forza, diventa una forza trascinante sulle tele, sopra e sotto, qualunque cosa ci sia, lì rimane il suo tempo, l’emozione, la vita, il soffio di un istante che non tutti possono ricreare.

 

 

Loredana Spadolini

Lose/Poet Fase 1
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Lose/Poet Fase 2
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Lose/Poet Fase 3
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