ALANGRIME

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STRAPPARE:  togliere, portare via con violenza e rapidità sottrarre alla presa.

SOTTRARRE:  salvare liberare "se stessi".

I miei ultimi lavori sono strappi e sottrazioni, pezzi di carta colorati del mio nome ALANGRIME.

  un fermo immagine della fine. 

ABOUT ME

Da sempre il mio lavoro si è sempre concentrato sulla condizione umana e su me stesso attraverso il nome di ALANGRIME. 

Sono convinto che l'arte risieda nella nostra quotidianità e lì vada cercata. Le correnti artistiche, le tecniche e sopratutto gli approcci alla pittura di molti artisti che mi hanno formato e che tutt’oggi sono le basi delle mia pittura sono il surrealismo, la metafisica, l'action painting, l'informale, il decollage, la pop art, il neo espressionismo e il graffitismo.

 

I miei lavori si sintetizzano in forme, colori, visioni, parole e sopratutto ricordi che derivano da un percorso che ho iniziato più di 10 anni fa, codificando un linguaggio personale allo scopo di raccontare me stesso.

 

"Vive con un frammento di muro di fronte. Un frammento su cui ha scritto il suo nome, poi lo ha cancellato e poi di nuovo ha incollato strappi di memoria in carta.  Non c’è pausa. Un’ossessione dolce.

Mettere un colore forte su lettere vere e su quelle per metà fuoriuscite aggiungere carta. Strappa ALANGRIME, come se esistessero infinite pelli da cambiare.

Come un serpente che ciclicamente sovrappone la sua corazza al tempo. Sono i gesti pittorici e fisici che riversa sulla tela.

Un muro di dune, di fori, di esplosioni, di strade, di bassorilievi e di rifugi autentici e unici. Afferma se stesso e si cancella.

Ha un profumo da mangiare la sua pittura, una ricetta sperimentale, un’improvvisazione lucida, una musica che rivela gli affetti più intimi, pause spiazzanti e rumorose. ALANGRIME. Da faccia a lettere … sempre e solo questo: un’esistenza.

 

Un’identità: ALANGRIME, che si sfalda e si scontorna ma s’impone. Si lascia intravedere, si vergogna e ad un tratto sputa colore.

Alangrime è contenuto e contenitore.

 

E quando ha fine una tela?

Semplicemente quando c’è una vera e propria composizione. Un equilibrio dagli angoli fino al centro. Una stratificazione così forte da non poter essere distrutta. Quando la carta non si può più strappare. Quando il sapore esplode. Quando la musica si scatena e ti tiene stretto il cuore.

 

Passare da una tela ad un’altra è compiere un viaggio sullo stesso pianeta. Una ciclicità ossessiva e sempre nuova. Sul pianeta Alangrime si respira un’arte nuova. Indefinibile. Ed è questa la sua grandezza. Ed è questo che spinge anche me che osservo a cercarci dentro ancora e ancora. A guardare da lontano e da vicino. A mangiare con gli occhi, ad ascoltare con le mani questa sua arte irrequieta e consapevole"

Giada Fedeli - GammaPhy

ARTWORKS

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